martedì, 22 settembre 2009 ore 00:36
Dopo tanto tempo...con tante novità
Ah, la vita... questa cosa spesso incontrollabile che con una mano ti toglie e con l'altra ti dona.
Negli ultimi mesi, da maggio sono stata risucchiata in un vortice.
A fine Maggio pensavo di crollare sul fondo del fondo, dovendo combattere di fronte ad un nuovo e vecchio dolore che ogni tanto mi fa ancora sentire le fitte allo stomaco.
Perché io negli addii, non sono mai stata brava, soprattutto perché l'ho dovuto dire ad un Uomo stupendo a cui, da quando sapevo sapevo sì e no parlare e camminare, dicevo "quando divento grande, io ti sposo. Sposo te e Papà".
Poi arriva fine Giugno e mi si prensenta una proposta di lavoro niente male. Prendo parte al concorso, faccio l'intera giornata dei colloqui con le prove.
Mi chiamano perché le supero... manca l'ultimo scoglio: il corso di perfezionamento intensivo di 3 settimane con esami finali da superare per l'assunzione.
Mi metto sotto e li supero tutti. Anche quella botta colossale di Diritto Amministrativo.
Mi offrono il lavoro con contratto..ma con diversa sede dalla mia città. Accetto, una proposta del genere non si butta via.
Preparo i documenti, firmo il contratto e in tempi record (3 giorni) mi armo di bagagli e sbarco a Bologna.
E' e sarà la mia nuova città per un anno, per il momento.
Trovo casa con coinquilini tranquilli e tanta polvere annessi.
Trovo la vita da adulta: le mie 8 ore di ufficio, i panni da lavare, piegare e stirare. La spesa da fare, cucinare quel minimo che riesco a fare al momento. Lo swiffer, l'aspirapolvere, gli stracci e i detersivi. Eurostar da prendere ogni 2 week end circa e un trasloco quasi finito.
Città nuova, ambiente nuovo, colleghi nuovi.
Niente di pronto, tutto da guadagnare.
Mi piace anche se mi stanca. Anche se sono lontana da tutti e ho un rapporto a distanza.
Sono contenta del lavoro, imparo molto e ho ingranato subito.
Per adesso prendo tutto con il sorriso perché un lavoro al giorno d'oggi e che mi piace anche significa tantissimo...e questa esperienza mi farà crescere e forse diventare migliore.
lunedì, 15 giugno 2009 ore 16:50
Mi loggo con il desiderio di scrivere ma poi non scrivo:
la verità è che ho le balls piene. Di tutto o quasi.
Però io sorrido e non lo do a vedere.
Ogni tanto riesco a farlo così bene, che ci manca poco che me ne convinco da sola.
La verità è che me ne fuggirei volerientieri per qualche giorno in una città possibilimente straniera per perdermi tra i vicoli, sentire una lingua diversa e provare gusto nel vedere usi e comportamenti che con quelli nostri non c'entrano granchè.
Macchina fotografica che diventa parte integrante della mia mano, i-pod nelle orecchie quando voglio estraniarmi anche dai rumori di sottofondo.
Ed invece, eccomi qua con dei cambiamenti che ancora non mi sembrano del tutto reali benché ne abbia la piena certezza.
Mi chiedo come farò questa estate e se penso a quel luogo che sarà adesso terribilmente diverso e più vuoto...manco a dirlo che mi si riempiono gli occhi di lacrime.
Eh sì, mi rode pure.
Perchè ci mancava pure che un maleducato di primo ordine quasi due settimane fa, mi prendesse in pieno mentre io ero ferma a p.zza dei 500... e visto che lui correva per prendere un bus, io mi sono ritrovata quasi tutta a terra che abbracciavo il bidoncino dei rifiuti contro cui ho sbattuto ginocchio e gamba sinistra.
E quel cafone continuava a correre come se nulla fosse e non si è fermato nemmeno dopo quando un autista in pausa lo rincorreva chiamandolo.
E non ho nemmeno mai capito quelli che ti chiedono "come stai" e poi iniziano il gioco di chi sta peggio e nemmeno ti fanno finire di parlare.
Ma che è una gara?! E in ogni caso a me non me ne può fregar di meno, vincerla.
Però, in tutta onesta che cribbio me lo chiedi a fare come sto se poi nemmeno ascolti la risposta?
Allora chiamami e dimmi che hai bisogno di parlare... cose che a te sembrano di importanza primaria e che a me magari fanno ridere ma almeno non tiri il sasso e nascondi la mano.
E in ultimo, visto che ci sto le dico tutte... devo diventare più stronza, anzi meno buona dovrei dire.
Mi devo ricordare la prossima volta che qualcuno che dice di essere mio amico e poi si fa sentire nel momento del suo bisogno, ecco mi devo ricordare di mandarlo a fanchiul.
Mica ho una missione caritatevole da compiere, io.
Che la frase "gli amici si vedono nel momento del bisogno" vale solo quando ad averne bisogno sono gli altri?
E io chi sono la cugina ancora più sfigata di Calimero?
lunedì, 25 maggio 2009 ore 01:48
Questo giorni penso o tento di parlare con l'Altolocato.
Sapete, quella Persona considerata divina...quella che dovrebbe pensare ai deboli e stare della loro parte.
Tanto per cambiare se esiste non mi ascolta, anzi non mi si fila proprio manco per sbaglio.
Va bene, potrebbe essere offeso perchè gliene ho fatti di affronti o simil-tali.
Quante volte l'ho offeso solo pensando e a volte anche dicendolo... quante volte sono andata in giro a sbandierare la sua non-esistenza dal mio punto di vista.
Però non era proprio Suo figlio che disse:
Gesù disse ai suoi discepoli: «Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro… (dal Vangelo di Luca 6,27-38)
(vedi che mi sono anche informata?!) ?
Questa volta poteva essere la Sua buona occasione per farmi ricredere, per convincermi del fatto che fossi stata io a sbagliare a pensare tutte quelle cose.
Era la Sua seconda importante occasione.
Invece Ha toppato anche questa: come la prima e come le altre piccole e medie occasioni tramite cui poteva mandarmi un segno.
Un persona per me infinitivamente importante mi ha detto che spesso stiamo qui a pensare a dare un senso alle cose, ma non possiamo trovarlo un senso e spesso crediamo che non ci sia.
Ma prima o poi un senso lo troveremo,ce lo farà comprendere, dobbiamo solo avere un pò di pazienza.
Bèh, io sono qui che aspetto...
lunedì, 18 maggio 2009 ore 03:24
Notte Insonne
Il più delle volte non ho problemi nel dormire.
Dopo giornate estenuanti, in periodi stressanti, pieni o dolorosi riesco a infilarmi nel letto e poi addormentarmi scordando momentaneamente quello che fino a poco prima mi attanagliava la mente.
Poi ci sono giorni (e notti) in cui sono senza pace.
Inizio mille cose ma non ne finisco mezza perchè in realtà ho voglia di fare tutto e di fare nulla, perché provo a distrarmi e a far passare il tempo con un pò di tutto ma quel pò, sebbene di tutto non mi fa distrarre affatto.
Finché è giorno, passi pure: di idee e cose da provare a cominciare ce ne sono tante.
Ma la notte?
Quando il buio cala, tutto o quasi tace, scacciare i pensieri e le domande dalla testa diventa quasi impossibile.
Il pane l'ho fatto, messo in ordine finché il cervello ha retto anche. Visti i film, anche abbastanza - anzi forse uno era meglio non vederlo perchè mi ha un pò incupito.
Leggere? Se ci riuscissi lo farei volentieri ma quando sto così la concentrazione non so dove sia di casa.
Sto seduta e voglio stare in piedi; mi metto in piedi e voglio star sdraiata. Mi sdraio e voglio camminare; cammino e voglio star ferma.
Praticamente in giorni come questo divento la persona più rompiballe in cui potrei mai imbattermi.
mercoledì, 13 maggio 2009 ore 15:09
Domenica, alla comunione di una mia cuginetta credo di aver assistito ad una delle dichirazioni d'Amore più belle.
Alla fine della cerimonia io e diversi miei cugini tra i 28 e i 35 anni stavamo fuori ad attendere gli altri e le consorti dei miei cugini maschi erano andate via per fare tappa da una parte e poi andare al ristorante.
Rimasta l'unica donzella tra gli uomini iniziano i discorsi su "quelle rompicojons delle mogli quando ci si mettono..." e quindi di rimando, ovviamente il discorso "meglio non sposarsi bla bla bla".
Uno di loro fa la fatidica domanda: "Quanti di voi tornando indietro si ri-sposerebbero?"
Silenzio di tomba... meglio essere fidanzati e convivere quando si desidera avere un bimbo.
Mio cugino che ha posto la domanda - che premetto è stato un pazzo, uno scapestrato da giovanissimo tanto che i miei zii mai e poi mai avrebbero creduto che potesse crearsi una famiglia ed essere buon marito e padre - dice che lui si risposerebbe mille volte, che la sposerebbe tutti i giorni della sua vita.
Che se non fosse per lei, lui da anni e anni se ne sarebbe andato via, partito e rimasto in Australia o America o chissà dove... poco prima che si innamorassero lui aveva già progettato di vivere per 6 mesi in Australia: era tutto pronto, poi iniziata la storia d'amore con lei, sono partiti insieme... ma lui ha detto che se non fosse stato per lei non sarebbe mai tornato.
Ed io, come al solito, davanti a queste affermazioni mi sciolgo peggio di un gelato al sole con 40°
giovedì, 07 maggio 2009 ore 00:48
La mezzanotte è scoccata quindi....
HAPPY B-DAY TO ME!
E tanti auguri a chi passa di qui ed è anche il suo compleanno!
martedì, 05 maggio 2009 ore 13:56
Solo io...
...riesco a mandare l'invito per la festa di compleanno dicendo agli invitati la data ma nè orario nè luogo definito.
E questo potrebbe essere quasi normale se lo mandi con un determinato anticipo.
Ma non se mandi gli inviti lunedì quando il giorno del tuo compleanno è giovedì e festeggi venerdì...
Già ero partita con la decisione un pò di corsa, pensavo di aver trovato la location ma invece è saltato tutto e sto così... un pò paranoia (tanto alle brutte farò qualcosa a casa come quasi tutti gli anni)!
Tra l'altro ieri mi è spuntata un bolla sul labbro...e sto pregando anche in ostrogoto che non sia herpes - io per non sbagliare sto usando propoli e tea tree, tanto non cose tutte naturali quindi male non può farmi!
lunedì, 27 aprile 2009 ore 22:39
Gli ultimissimi due libri letti
Premesso che da poco ci sono stati gli Arion Days.... e come posso io resistere allo sconto totale del 25% su tutti i libri esistenti, io che spendo patrimoni anche senza sconti sui libri?
Dopo essermi divorata due volumi di Sin City, mi accingo dubbiosa ma speranzosa a Memorie di una geisha e alla Solitudine dei numeri primi (prestato).
Dubbiosa perchè tutti i libri fin troppo commentati e commerciali non tendono a convincermi molto...per i libri ho un pò la puzza sotto al naso: se amati da una quantità enorme di persone o sono dei capolavori assoluti degni da rientrare nell'olimpo dei classici futuri o sono delle boiate paurose di una banalità assurda.
Inizio con Memorie di una Geisha e subito me ne innamoro... di una bellezza travolgente, pienamente evocativo, scorrevole e mai banale.
Mi sembra, mentre lo leggo, di stare lì a passeggio per Gion con i ciliegi in fiore che profumano tutta l'aria mentre tremo attendendo la nuova mossa di Hatsumomo che ha reso gli occhi di Zucca tristi e impenetrabili. Sogno di rivedere il Presidente, di diventare fascinosa come Mameha...sogno di indossare un kimono fantastico con i capelli acconciati con la pesca tagliata e l'obi che mi lega in vita con il suo peso che mi trascina.
Poi prendo in prestito da mio cuggggggino La solitudine dei numeri primi. Questo libro non mi convinceva dall'inizio...dalla copertina, dall'accenno di trama tanto da non comprarlo nemmeno scontatissimo.
E l'istinto mi ha dato ragione: una storia improbabilissima trattano con un modo di scrivere banale e per nulla avvincente secondo me.
La storia di una zoppicante anoressica e di un autolesionista che nella vita continuano, in fondo a far cazzate...ma mica perchè non c'è il così detto lieto fine! Anzi il lieto fine lo avrebbe reso ancora peggiore, secondo me.
Tra l'altro anche dal punto di vista grammaticale mi sembra sconclusionato...boh 'sta punteggiatura messa un pò a caso, senza un filo logico.
Onestamente non mi capacito del fatto che abbia vinto il premio Strega.
lunedì, 20 aprile 2009 ore 16:12
Ah che fantastico strano mondo riesce ad essere facebook!
Quello che mi contatta appena sono on-line, roba che non faccio in tempo nemmeno ad attendere di leggere le notifiche...
Un altro che non vedevo e sentivo da un sacco di tempo ma nel frattempo deve essere diventato spastico perché quando scrivo delle cose o mi contatta risponde in un modo che non c'entra una mazza tipo: "Te la ricordi Peppa?" e lui "Eh sì oggi fa proprio brutto tempo!"
Gente che mi contatta in pvt per chiedermi se mi ricordo di loro però mi scrivono chiamandomi: Lucia, Luana, Luisa... ma cazz pure se ci vuoi provare ma almeno leggi, c'è scritto LAURA imbecille, va bene che ho il profilo privato ma il nome intero lo puoi leggere!
Quelli che mi mandano la rischiesta di amicizia e la ignoro (non te conosco o se ti conosco mi stai sulle balls e non ti accetto), me la rimandano e la ignoro di nuovo, la rimandano e parte il mess: "Ma forse non ti è chiaro il fatto che non ho intenzione di averti tra gli amici???" e lì dopo 3-4 volte aver rimandato la richiesta di amicizia si ricordano di avere un pò di orgoglio (forse) e non rispondono nè rimandano richieste.
Quelli che non rivedi da secoli, ti fanno richiesta aggiungendo un messaggio strappalacrime che esprime l'immensa gioia di averti ritrovata e dopo che lo accetti e rispondi spariscono...
Per lo più il mio concetto di fb è questo: in quanto social network ci trovi più o meno tutti i tipi di persone... per alcuni dopo averli contattati ti ricordi del perchè alla fine erano fuori dalla tua vita, alcuni che ricordi in modo delizioso si sono trasformati in persone che non hanno nulla a che fare con il ricordo che hai di loro, alcuni sono migliorati e sei contentissima di averli ritrovati (in alcuni casi ho pensato proprio "Santo Facebook!")... e poi ci sono quelli che già frequentavi e conoscevi prima ma grazie a fb puoi cazzeggiare con loro molto di più di prima!
mercoledì, 15 aprile 2009 ore 15:04
Le parole possono essere usate per tutto o per nulla.
Con le parole si può dire la verità, nasconderla, negarla... con le parole si può far ridere, innervosire, rendere gli altri tristi o felici.
Forse nessuno di noi ha veramente idea di quanto le parole siano potenti... parlando e ascoltando si possono provare tutte le emozioni che l'uomo può provare e vivere.
Pensiamo che con le parole possiamo dire e spiegare tutto ma non è così: a volte le parole sminuiscono, travisano.
Sono stata sui luoghi del terremoto e le cose da dire sarebbero tante ma preferisco tacere perché, citando i Depeche Mode .... words are very unnecessary